
Pietro Tenerani
Psiche
La composizione, realizzata in marmo nel 1822, appartiene alla stagione in cui lo scultore, formatosi nell’ambiente di Bertel Thorvaldsen, sviluppa un linguaggio capace di coniugare l’ideale neoclassico con una nuova attenzione per l’espressione dei sentimenti. Il gesso conservato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, entrò nelle collezioni nel 1871, donato dal figlio dell’artista Carlo Tenerani.
Il soggetto è tratto dalle vicende di Amore e Psiche narrate da Apuleio. Venere invia Psiche negli Inferi affinché riceva da Proserpina un vaso, imponendole di non aprirlo. La giovane, sopraffatta dalla curiosità, disobbedisce: l’effluvio sprigionato dal recipiente la fa cadere priva di sensi. Tenerani sceglie proprio questo momento, rappresentando Psiche mentre le forze stanno progressivamente abbandonando il suo corpo.
La figura conserva ancora una compostezza di matrice classica, ma la posa, l’abbandono del corpo e il ricco panneggio introducono una dimensione più intima e sentimentale. Il tema mitologico diventa così occasione per rappresentare la fragilità umana e il passaggio dalla coscienza all’abbandono, anticipando quella sensibilità romantica che avrebbe progressivamente trasformato la scultura italiana dell’Ottocento.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 112 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254695
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
