Leopoldo Bozzoni
Carrara, 1801 – Roma, 1840
Leopoldo Bozzoni fu uno degli scultori più interessanti della generazione formatasi all’Accademia di Belle Arti di Carrara nei primi decenni dell’Ottocento. Frequentò l’Accademia tra il 1818 e il 1822, insieme a Giovanni Tacca e Carlo Chelli, per poi trasferirsi a Roma e perfezionarsi nello studio di Carlo Finelli, figura centrale della scultura neoclassica carrarese.
Nel 1824 ottenne la medaglia d’oro al concorso triennale d’invenzione con Muzio all’Ara e, due anni più tardi, vinse il Pensionato a Roma con il rilievo Abramo che lava i piedi a tre angeli. Il soggiorno romano consolidò una formazione fondata sullo studio dell’antico e sull’ideale neoclassico, mediato dall’insegnamento di Finelli. Tra le opere legate a questo periodo figura anche l’Alcibiade del 1829, inviato da Roma come testimonianza dei suoi progressi e tuttora conservato nella Gipsoteca dell’Accademia di Carrara.
La produzione di Bozzoni è caratterizzata da figure di forte impostazione classica, nelle quali la precisione anatomica e l’equilibrio delle pose si accompagnano a una progressiva ricerca di maggiore naturalezza espressiva. La sua attività non rimase limitata all’ambiente italiano: dopo l’esperienza romana si trasferì in Inghilterra, dove ricevette importanti commissioni, lavorando anche a opere destinate a una chiesa cattolica nello Yorkshire.
La sua carriera fu interrotta prematuramente dalla morte, avvenuta a Roma nel 1840. I lavori inglesi rimasti incompiuti furono portati avanti dall’amico e collega Carlo Chelli. I gessi conservati all’Accademia di Carrara documentano oggi il ruolo di Bozzoni all’interno di quella generazione di scultori che, partendo dalla lezione neoclassica, contribuì a definire l’identità della scuola carrarese dell’Ottocento.

