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Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Giovanni Tacca
Carrara, 1803 – 1831

Giovanni Tacca fu uno degli scultori della generazione formatasi all’Accademia di Belle Arti di Carrara nei primi decenni dell’Ottocento. Frequentò l’Accademia tra il 1818 e il 1822, in un momento particolarmente fertile per la scuola carrarese, quando la formazione accademica fondata sullo studio dell’antico si confrontava con l’eredità di Canova e con le nuove esperienze maturate dagli scultori italiani a Roma. Nel 1821 Tacca si trasferì a Roma per perfezionare la propria formazione. Il soggiorno romano gli consentì di studiare direttamente la statuaria antica e di entrare in contatto con il linguaggio del Neoclassicismo internazionale. Tornato a Carrara, sviluppò una produzione nella quale l’idealizzazione classica si accompagna a una crescente attenzione alla naturalezza della figura e alla morbidezza del modellato. Tra le opere più significative conservate presso l’Accademia figurano la Venere, databile tra il 1821 e il 1825, il Prometeo, Amore con farfalla e la Leda col cigno. Nella Venere, in particolare, Tacca rielabora modelli celebri della tradizione classica e neoclassica, tra cui la Venere Italica di Antonio Canova, trasformandoli attraverso una personale interpretazione della posa e del panneggio.
La carriera dello scultore fu breve: Giovanni Tacca morì nel 1831, a soli ventotto anni. Una parte importante delle sue opere rimase presso la famiglia e fu successivamente donata all’Accademia nel 1874 dal nipote Ariodante Casoni Tacca, contribuendo alla formazione dell’attuale patrimonio della Gipsoteca.

Venere



Bibliografia di riferimento

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I Marmi degli Zar. Gli scultori carraresi all’Ermitage e a Petergòf, catalogo della mostra (Carrara, Accademia di Belle Arti; Massa, Palazzo Ducale, 13 aprile - 23 giugno 1996), mostra a cura di S. Andrósov, catalogo a cura di M. Bertozzi, con testi di S. Andrósov, U. Baldini, M. Bertozzi et al., Charta, Milano 1996.

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S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.