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Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Ferdinando Andrei
Carrara, 1824 – Roma, seconda metà del XIX secolo

Ferdinando Andrei nasce a Carrara nel 1824 e si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove risulta iscritto ai corsi di scultura intorno al 1840. In quegli anni la cattedra di scultura era affidata a Ferdinando Pelliccia, mentre direttore dell’istituzione era Pietro Marchetti, esponente della cultura neoclassica carrarese. Nel 1847 Andrei ottiene uno dei riconoscimenti più importanti per un giovane scultore dell’Accademia: vince il Pensionato a Roma con il bassorilievo Alessandro che percuote il capo di un suo generale contro un parente. Le fonti ottocentesche ricordano Andrei tra i giovani che si distinsero nella competizione per l’Alunnato romano, insieme a Eumene Baratta e Demetrio Carusi. Il trasferimento a Roma rappresenta il passaggio decisivo della sua formazione. Qui viene affidato alla guida di Pietro Tenerani, uno dei maggiori protagonisti della scultura italiana dell’Ottocento e interprete di quella progressiva trasformazione del linguaggio neoclassico verso una maggiore attenzione alla natura e all’espressione. Durante il periodo romano Andrei realizza opere destinate a documentare i progressi compiuti come pensionato, tra le quali il Davide e Golia e, successivamente, l’Agricoltore. Proprio queste opere mostrano l’evoluzione del suo linguaggio. La solida impostazione accademica rimane evidente nello studio anatomico e nella costruzione equilibrata della figura, ma viene progressivamente affiancata da una ricerca più naturalistica, caratteristica della scultura italiana della metà dell’Ottocento. Nell’Agricoltore del 1853, primo saggio del pensionato romano secondo la documentazione conservata, questa tendenza diventa particolarmente evidente. Andrei riuscì a inserirsi nell’ambiente artistico romano anche professionalmente. Già Carlo Lazzoni, nella sua storia dell’Accademia pubblicata nel 1869, ricorda che lo scultore aveva ottenuto diverse commissioni e che, concluso il Pensionato, aveva potuto stabilirsi a Roma, segno di una carriera ormai avviata al di fuori dell’ambiente accademico carrarese. Il legame con Carrara rimase tuttavia significativo. Il 7 settembre 1856 Ferdinando Andrei venne nominato socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Le opere conservate nelle collezioni dell’istituzione costituiscono oggi una testimonianza importante del suo percorso e, più in generale, del passaggio della scuola carrarese dalla tradizione neoclassica alle nuove istanze naturalistiche della seconda metà dell’Ottocento.
La data esatta della sua morte non risulta accertata nelle fonti che ho verificato: le pubblicazioni più recenti collocano genericamente la morte nella seconda metà del XIX secolo.

Davide e Golia



Bibliografia di riferimento

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S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.