Giuseppe Berettari
Carrara, 1831–1921
Giuseppe Berettari si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara, all’interno della solida tradizione scultorea che caratterizza la città nel corso dell’Ottocento. La documentazione dell’Accademia ne attesta con certezza la presenza negli anni 1850–1851, quando aveva diciannove anni. La sua formazione coincide con una fase di trasformazione della scultura italiana. L’eredità neoclassica, ancora fondamentale nell’insegnamento accademico attraverso lo studio dell’antico, dell’anatomia e del nudo, comincia progressivamente ad aprirsi a una rappresentazione più naturale della figura e a una maggiore attenzione alla dimensione sentimentale e narrativa. Berettari sviluppa il proprio linguaggio proprio all’interno di questo passaggio. Nelle sue opere la costruzione equilibrata della figura e la ricerca della bellezza ideale convivono con una sensibilità più morbida e naturalistica. La cura delle superfici, la precisione anatomica e soprattutto il trattamento dei panneggi testimoniano una preparazione tecnica strettamente legata alla grande tradizione degli scultori carraresi. Un momento significativo della sua carriera è il 1864, quando viene nominato socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. In occasione della nomina invia all’istituzione il modello della Bagnante, ancora oggi conservato nelle raccolte accademiche. L’opera costituisce quindi anche una testimonianza diretta del rapporto mantenuto dallo scultore con l’istituzione nella quale si era formato. Berettari raggiunse una buona affermazione professionale e aprì un proprio studio di scultura a Carrara, situato tra via Cavour e via Garibaldi, l’attuale via 7 Luglio. Le fonti lo ricordano esplicitamente come uno “scultore di successo”, inserito nell’attività dei numerosi atelier che nella seconda metà dell’Ottocento facevano di Carrara uno dei principali centri internazionali della produzione scultorea.
Morì a Carrara nel 1921, dopo una lunga attività che attraversò gran parte della seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La Bagnante conservata all’Accademia rimane una delle testimonianze più significative della sua produzione e permette di collocare Berettari in quella generazione di artisti carraresi che, partendo dalla disciplina neoclassica, accompagnarono la scultura locale verso il naturalismo ottocentesco.

