Ferdinando Pelliccia
Carrara, 1808 – 1892
Scultore e figura centrale nella storia ottocentesca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Ferdinando Pelliccia si formò nell’istituto cittadino insieme a una generazione di artisti destinata a segnare profondamente la scultura carrarese. Nel 1828 vinse il Pensionato a Roma, dove proseguì la propria formazione sotto la guida di Pietro Tenerani, mantenendo nel corso della sua carriera un forte legame con la tradizione neoclassica.
Rientrato a Carrara, iniziò un lungo rapporto con l’Accademia: nel 1835 fu nominato professore di scultura e nel 1846 ne divenne direttore, assumendo un ruolo determinante nella formazione delle nuove generazioni di scultori e nell’incremento delle collezioni dell’istituto. La sua produzione comprende soggetti mitologici, religiosi e numerosi ritratti. Tra le opere giovanili si ricordano il Fauno del 1830 e il Ciparisso del 1831; particolarmente significativa è inoltre la sua attività di ritrattista, documentata dai busti di Angelo Pelliccia, Bernardo Fabbricotti, Oreste Raggi e Giovan Battista Del Monte. Pelliccia rimase fedele a una concezione della scultura fondata sull’ideale di bellezza di matrice neoclassica, anche quando nella seconda metà dell’Ottocento si affermarono orientamenti più decisamente realistici. La sua lunga attività didattica e istituzionale contribuì in maniera sostanziale al prestigio dell’Accademia e allo sviluppo della sua raccolta di gessi.


