Giuseppe Lazzerini
Carrara, 1831–1895
Giuseppe Ferdinando Lazzerini nacque a Carrara il 15 dicembre 1831, all’interno di una famiglia da generazioni legata alla lavorazione del marmo e alla scultura. Proprio alla sua nascita, per una variazione anagrafica, il cognome familiare Lazzarini venne registrato nella forma Lazzerini, che Giuseppe e i suoi discendenti avrebbero poi mantenuto. Si formò all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove le fonti lo documentano negli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento. Nel 1853 vinse il Pensionato triennale di scultura a Roma, ottenendo così la possibilità di perfezionarsi nella capitale sotto la guida di Pietro Tenerani, uno dei maggiori protagonisti della scultura italiana dell’epoca. Il soggiorno romano fu determinante per la definizione del suo linguaggio. Lazzerini assimilò da Tenerani una concezione della figura ancora saldamente fondata sulla tradizione classica, ma aperta a una maggiore sensibilità sentimentale e naturalistica. Tra le opere di questo periodo si trova il San Sebastiano del 1855, primo saggio del Pensionato, oggi conservato all’Accademia di Carrara. Il Catalogo Generale sottolinea nell’opera la compresenza di idealizzazione classica e naturalismo romantico. Nel 1856 realizzò la Fanciulla che intreccia una ghirlanda, uno dei lavori più rappresentativi della sua produzione giovanile. La figura, raccolta nell’atto quotidiano di comporre una corona di fiori, mostra chiaramente l’influenza di Tenerani e in particolare della sua Psiche abbandonata. Il modello in gesso è conservato nelle raccolte dell’Accademia di Carrara; Lazzerini realizzò successivamente altre versioni della composizione. Rientrato a Carrara, Lazzerini affiancò alla produzione artistica una lunga attività didattica. Nel 1858 divenne professore ordinario dell’Accademia e, dopo la morte del fratello Alessandro nel 1862, ereditò anche lo storico laboratorio di famiglia. Lo studio Lazzerini era inserito in una rete internazionale di committenze e costituiva una delle realtà più significative della produzione scultorea carrarese dell’Ottocento. La sua produzione comprende soggetti religiosi, allegorici e letterari, tra i quali Agar e Ismaele, Esmeralda, Genio della Nautica, Silvia e L’Educatrice. Le opere testimoniano la progressiva evoluzione dello scultore dalla cultura purista e neoclassica della formazione romana verso una resa più narrativa e naturalistica della figura. Lazzerini arrivò infine ai vertici dell’istituzione nella quale si era formato, assumendo la direzione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Morì nella sua città il 3 dicembre 1895.

