Passa al contenuto principale

Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Demetrio Carusi
Carrara, 1788 – 1819

Demetrio Carusi fu uno degli scultori più promettenti della generazione formatasi all’Accademia di Belle Arti di Carrara nei primi anni dell’Ottocento. Nato a Carrara nel 1788 in una famiglia benestante, frequentò l’Accademia tra il 1804 e il 1806 sotto la guida di Angelo Pizzi, proseguendo successivamente la propria formazione con Lorenzo Bartolini, che ne apprezzò particolarmente le qualità. Bartolini lo incoraggiò ad abbandonare la semplice imitazione dell’antico per rivolgersi verso una rappresentazione più naturale della figura umana. Coetaneo di Pietro Tenerani, Carusi appartiene alla generazione che contribuì al passaggio dal rigoroso linguaggio neoclassico verso una scultura più attenta alla naturalezza dei gesti, delle espressioni e dei sentimenti. Partecipò ai concorsi per il Pensionato artistico a Roma nel 1810 e nel 1813; in quest’ultima occasione si confrontò direttamente con Tenerani sul tema di Oreste in preda alle Furie. Tra le opere conservate nelle raccolte dell’Accademia figura il Cupido fanciullo del 1812, testimonianza significativa della sua breve attività. Nei gessi di Carusi l’impostazione classica si accompagna infatti a una ricerca di maggiore immediatezza e naturalezza, caratteristica della lezione bartoliniana. La Gipsoteca dell’Accademia conserva diverse sue opere all’interno del prezioso nucleo degli allievi della scuola carrarese.
La sua carriera fu interrotta molto presto: Carusi morì a Carrara il 22 ottobre 1819, a soli trentun anni, a causa di quello che le fonti dell’epoca definirono un “morbo repentino”. La morte prematura impedì allo scultore di sviluppare pienamente una ricerca che lo aveva già collocato tra le personalità emergenti della scuola carrarese del primo Ottocento.

Fanciullo con colomba



Bibliografia di riferimento

R. Carozzi, G. Chiapello, “La scuola di Carrara tra Canova e Bartolini”, in M. De Micheli (a cura di), Scultura Marmo Lavoro, catalogo della mostra (Carrara, Massa, Pietrasanta), Vangelista, Milano 1981, pp. 217–268.

M. De Micheli, G. Lorenzo Mellini, M. Bertozzi, R. Carozzi, Scultura a Carrara. Ottocento, Edizioni Bolis, Bergamo 1993.

S. Russo (a cura di), La Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con testi di S. Russo e R. Carozzi, S.E.A., Massa 1996.

I Marmi degli Zar. Gli scultori carraresi all’Ermitage e a Petergòf, catalogo della mostra (Carrara, Accademia di Belle Arti; Massa, Palazzo Ducale, 13 aprile - 23 giugno 1996), mostra a cura di S. Andrósov, catalogo a cura di M. Bertozzi, con testi di S. Andrósov, U. Baldini, M. Bertozzi et al., Charta, Milano 1996.

R. M. Galleni Pellegrini, “Spese sostenute da Pietro Tenerani per il cugino Nicola Marchetti”, in Bollettino dei Musei Comunali di Roma, Associazione Amici dei Musei di Roma, XIII, nuova serie, 1999, estratto, pp. 121–146.

R. M. Galleni Pellegrini, “Nicola Marchetti. Un artista dimenticato”, in Atti e Memorie della Accademia Aruntica di Carrara, vol. VII, 2001, pp. 151–184.

A. V. Laghi, “Carrara, la sua Accademia e il futuro museo dei gessi”, in C. Sisi, S. Condemi (a cura di), Le gipsoteche in Toscana per una prospettiva di censimento nazionale, Atti del Convegno, Pescia, 21 marzo 2001.

A. V. Laghi, “La Pinacoteca didattica dell’Accademia e la sua Galleria delle opere moderne”, in A. V. Laghi (a cura di), La Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Electa, Milano 2002.

B. Musetti, Carlo Finelli (1782–1853), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2002.

G. Zanchetti, Benedetto Cacciatori (1794–1871), Silvana Editoriale, 2004.

A. V. Laghi, G. De Juliis (a cura di), Le gipsoteche delle Accademie Storiche tra Museo, Tutela Didattica e Restauro, Convegno di Studi, Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara 2004.

L. Osvaldini, “I concorsi dell’Accademia dopo la restaurazione”, in L. Passeggia (a cura di), Carrara e il mercato della scultura. Arte, gusto e cultura materiale in Italia, Europa e Stati Uniti tra XVIII e XIX secolo, Federico Motta, Milano 2005.

M. L. Tàrraga Baldò, “Scultori e marmi carraresi nell’arte spagnola del XIX secolo”, in S. Berresford (a cura di), Carrara e il mercato della scultura II, 24 Ore Motta Cultura, Milano 2007, pp. 237–247.

A. V. Laghi, “La sfortuna e il possibile recupero della gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara”, in G. Pozzi, C. Bindi (a cura di), L’Accademia oltre l’Accademia. Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte, Atti del Convegno, Accademia di Belle Arti di Firenze, 14–16 marzo 2007, Firenze 2009.

S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.