Passa al contenuto principale

Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Amore che abbevera le colombe di Venere (L’Innocenza)

Una delle opere più rappresentative della produzione giovanile di Luigi Bienaimé. Il modello in gesso fu eseguito durante il pensionato romano dell’artista, sostenuto dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, e rappresentò il suo ultimo saggio prima della conclusione del periodo di formazione. Il gesso entrò nelle collezioni dell’Accademia nel 1824.

Il soggetto appartiene pienamente alla cultura neoclassica. Amore, raffigurato come un giovane alato coronato di fiori, è seduto mentre offre da bere alle colombe di Venere da una piccola coppa appoggiata sulle ginocchia. Alla dimensione mitologica si unisce così un tono intimo e sentimentale: il dio dell’amore non è rappresentato nell’atto di scoccare una freccia o di esercitare il proprio potere, ma in un momento di quiete, assorto nella cura degli animali consacrati alla dea. La composizione rivela chiaramente l’influenza di Bertel Thorvaldsen, del quale Bienaimé fu allievo e stretto collaboratore a Roma. La purezza del profilo, l’equilibrio della posa e la levigatezza delle forme appartengono alla tradizione neoclassica, ma Bienaimé introduce una maggiore delicatezza narrativa. La posizione raccolta del giovane, il capo inclinato verso la colomba e il gesto delle mani trasformano il soggetto mitologico in una scena caratterizzata da grazia e tenerezza. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione delle superfici. Alla morbidezza del corpo si contrappongono la minuziosa definizione delle piume delle ali e della colomba, i riccioli dei capelli, la corona floreale e il panneggio che ricade sul sostegno. Il contrasto tra superfici levigate ed elementi più profondamente incisi permette alla luce di articolare la figura e testimonia quella padronanza tecnica che avrebbe caratterizzato tutta la produzione successiva di Bienaimé. L’opera conobbe una significativa fortuna internazionale. Il soggetto fu infatti tradotto più volte in marmo per importanti committenti europei. Una versione, proveniente dalla prestigiosa collezione di Giovanni Battista Sommariva, è conservata a Villa Carlotta sul lago di Como con il titolo Amore che abbevera le colombe di Venere (L’Innocenza); un’altra replica entrò nelle collezioni imperiali russe ed è oggi conservata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.Il gesso dell’Accademia di Belle Arti di Carrara assume quindi un valore particolare: permette di ricondurre la fortuna internazionale dell’opera al momento della sua ideazione e alla formazione carrarese dell’artista. Dal modello del 1821 alle successive versioni in marmo destinate alle grandi collezioni europee, Amore che abbevera le colombe racconta anche il percorso di Bienaimé: da giovane pensionato dell’Accademia a protagonista della scultura neoclassica romana e interprete di un linguaggio capace di unire la disciplina dell’antico a una nuova sensibilità sentimentale.


Materia: Gesso.
Misure: Altezza 113 cm.
Iscrizioni: Sulla base - L. Bienaimé F./ 1821 -


Cod. di Catalogo nazionale: 0900254700
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.


Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.




Bibliografia di riferimento

R. Carozzi, G. Chiapello, “La scuola di Carrara tra Canova e Bartolini”, in M. De Micheli (a cura di), Scultura Marmo Lavoro, catalogo della mostra (Carrara, Massa, Pietrasanta), Vangelista, Milano 1981, pp. 217–268.

M. De Micheli, G. Lorenzo Mellini, M. Bertozzi, R. Carozzi, Scultura a Carrara. Ottocento, Edizioni Bolis, Bergamo 1993.

S. Russo (a cura di), La Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con testi di S. Russo e R. Carozzi, S.E.A., Massa 1996.

I Marmi degli Zar. Gli scultori carraresi all’Ermitage e a Petergòf, catalogo della mostra (Carrara, Accademia di Belle Arti; Massa, Palazzo Ducale, 13 aprile - 23 giugno 1996), mostra a cura di S. Andrósov, catalogo a cura di M. Bertozzi, con testi di S. Andrósov, U. Baldini, M. Bertozzi et al., Charta, Milano 1996.

R. M. Galleni Pellegrini, “Spese sostenute da Pietro Tenerani per il cugino Nicola Marchetti”, in Bollettino dei Musei Comunali di Roma, Associazione Amici dei Musei di Roma, XIII, nuova serie, 1999, estratto, pp. 121–146.

R. M. Galleni Pellegrini, “Nicola Marchetti. Un artista dimenticato”, in Atti e Memorie della Accademia Aruntica di Carrara, vol. VII, 2001, pp. 151–184.

A. V. Laghi, “Carrara, la sua Accademia e il futuro museo dei gessi”, in C. Sisi, S. Condemi (a cura di), Le gipsoteche in Toscana per una prospettiva di censimento nazionale, Atti del Convegno, Pescia, 21 marzo 2001.

A. V. Laghi, “La Pinacoteca didattica dell’Accademia e la sua Galleria delle opere moderne”, in A. V. Laghi (a cura di), La Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Electa, Milano 2002.

B. Musetti, Carlo Finelli (1782–1853), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2002.

G. Zanchetti, Benedetto Cacciatori (1794–1871), Silvana Editoriale, 2004.

A. V. Laghi, G. De Juliis (a cura di), Le gipsoteche delle Accademie Storiche tra Museo, Tutela Didattica e Restauro, Convegno di Studi, Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara 2004.

L. Osvaldini, “I concorsi dell’Accademia dopo la restaurazione”, in L. Passeggia (a cura di), Carrara e il mercato della scultura. Arte, gusto e cultura materiale in Italia, Europa e Stati Uniti tra XVIII e XIX secolo, Federico Motta, Milano 2005.

M. L. Tàrraga Baldò, “Scultori e marmi carraresi nell’arte spagnola del XIX secolo”, in S. Berresford (a cura di), Carrara e il mercato della scultura II, 24 Ore Motta Cultura, Milano 2007, pp. 237–247.

A. V. Laghi, “La sfortuna e il possibile recupero della gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara”, in G. Pozzi, C. Bindi (a cura di), L’Accademia oltre l’Accademia. Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte, Atti del Convegno, Accademia di Belle Arti di Firenze, 14–16 marzo 2007, Firenze 2009.

S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.