
Luigi Bienaimé
Amore che abbevera le colombe di Venere (L’Innocenza)
Una delle opere più rappresentative della produzione giovanile di Luigi Bienaimé. Il modello in gesso fu eseguito durante il pensionato romano dell’artista, sostenuto dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, e rappresentò il suo ultimo saggio prima della conclusione del periodo di formazione. Il gesso entrò nelle collezioni dell’Accademia nel 1824.
Il soggetto appartiene pienamente alla cultura neoclassica. Amore, raffigurato come un giovane alato coronato di fiori, è seduto mentre offre da bere alle colombe di Venere da una piccola coppa appoggiata sulle ginocchia. Alla dimensione mitologica si unisce così un tono intimo e sentimentale: il dio dell’amore non è rappresentato nell’atto di scoccare una freccia o di esercitare il proprio potere, ma in un momento di quiete, assorto nella cura degli animali consacrati alla dea. La composizione rivela chiaramente l’influenza di Bertel Thorvaldsen, del quale Bienaimé fu allievo e stretto collaboratore a Roma. La purezza del profilo, l’equilibrio della posa e la levigatezza delle forme appartengono alla tradizione neoclassica, ma Bienaimé introduce una maggiore delicatezza narrativa. La posizione raccolta del giovane, il capo inclinato verso la colomba e il gesto delle mani trasformano il soggetto mitologico in una scena caratterizzata da grazia e tenerezza. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione delle superfici. Alla morbidezza del corpo si contrappongono la minuziosa definizione delle piume delle ali e della colomba, i riccioli dei capelli, la corona floreale e il panneggio che ricade sul sostegno. Il contrasto tra superfici levigate ed elementi più profondamente incisi permette alla luce di articolare la figura e testimonia quella padronanza tecnica che avrebbe caratterizzato tutta la produzione successiva di Bienaimé. L’opera conobbe una significativa fortuna internazionale. Il soggetto fu infatti tradotto più volte in marmo per importanti committenti europei. Una versione, proveniente dalla prestigiosa collezione di Giovanni Battista Sommariva, è conservata a Villa Carlotta sul lago di Como con il titolo Amore che abbevera le colombe di Venere (L’Innocenza); un’altra replica entrò nelle collezioni imperiali russe ed è oggi conservata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.Il gesso dell’Accademia di Belle Arti di Carrara assume quindi un valore particolare: permette di ricondurre la fortuna internazionale dell’opera al momento della sua ideazione e alla formazione carrarese dell’artista. Dal modello del 1821 alle successive versioni in marmo destinate alle grandi collezioni europee, Amore che abbevera le colombe racconta anche il percorso di Bienaimé: da giovane pensionato dell’Accademia a protagonista della scultura neoclassica romana e interprete di un linguaggio capace di unire la disciplina dell’antico a una nuova sensibilità sentimentale.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 113 cm.
Iscrizioni: Sulla base - L. Bienaimé F./ 1821 -
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254700
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
