
Giuseppe Berettari
Bagnante
La Bagnante fu inviata da Giuseppe Berettari all’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1864, in occasione della sua nomina a socio onorario dell’istituzione. L’opera appartiene quindi alla fase ormai matura dello scultore e testimonia il legame mantenuto con l’Accademia nella quale si era formato. Le fonti moderne riportano talvolta il cognome nella forma “Berrettari”, mentre le fonti ottocentesche attestano “Berettari”.
La giovane donna è rappresentata in piedi, nell’atto di raccogliere con entrambe le mani il panneggio che le avvolge parzialmente le gambe. Il capo inclinato e lo sguardo rivolto verso il basso conferiscono alla figura un carattere raccolto e intimo. La posa evita ogni rigida frontalità: l’inclinazione delle spalle, il movimento delle braccia e la disposizione delle gambe costruiscono una linea sinuosa che accompagna lo sguardo lungo tutta la figura. Particolarmente raffinato è il contrasto tra la superficie continua del corpo e il fitto movimento delle pieghe del tessuto. Il panneggio non ha soltanto una funzione compositiva, ma permette allo scultore di mettere in evidenza la morbidezza dell’anatomia attraverso l’alternanza tra superfici distese e zone profondamente chiaroscurate. Ai piedi della giovane compare un cigno, disposto lateralmente alla figura e integrato nella struttura del basamento. La sua presenza arricchisce la composizione e introduce un elemento narrativo all’interno di un soggetto — quello della bagnante — particolarmente diffuso nella scultura europea dell’Ottocento. Nella Bagnante l’eredità della tradizione neoclassica rimane evidente nella ricerca delle proporzioni, nell’equilibrio della composizione e nell’idealizzazione del corpo femminile. A questi elementi Berettari affianca però una sensibilità più naturalistica: la posa appare meno solenne, il gesto più quotidiano e l’espressione maggiormente concentrata sulla dimensione privata della figura.
L’opera rappresenta così bene il passaggio della scultura carrarese di metà Ottocento dalla cultura accademica di matrice neoclassica verso un linguaggio più naturalistico e sentimentale, pur mantenendo quella precisione nell’anatomia e nel trattamento delle superfici che caratterizzava la formazione degli scultori dell’Accademia di Carrara. Nel 1869 Carlo Lazzoni ricordava Berettari come professore onorario e come uno dei distinti allievi dell’istituzione.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 144 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900409867
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
