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Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Venere

Realizzata tra il 1821 e il 1825, durante e immediatamente dopo il soggiorno romano di Giovanni Tacca, la Venere testimonia il confronto dello scultore con i grandi modelli dell’antichità e con la scultura neoclassica del primo Ottocento. Il riferimento più evidente è la Venere Italica di Antonio Canova, a sua volta concepita in rapporto alla tradizione della Venere Capitolina.

Tacca riprende il tema della dea nuda, ma ne modifica sensibilmente l’impostazione. Venere è rappresentata in piedi, secondo un elegante contrapposto; il panneggio, raccolto intorno ai fianchi e sostenuto dalla mano, scende lungo il corpo creando un articolato gioco di pieghe. La figura conserva l’equilibrio e l’idealizzazione propri della tradizione classica, ma acquista una presenza più naturale attraverso la morbidezza del modellato e la delicatezza del gesto. L’opera rivela così il processo attraverso il quale i giovani scultori dell’Accademia di Carrara assimilavano i modelli antichi e contemporanei per elaborarli in forme nuove. Nella Venere il riferimento a Canova non si traduce in una semplice replica: posa, panneggio e atteggiamento della figura mostrano una progressiva autonomia rispetto al prototipo.
Il modello in gesso, alto 147 cm, è conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Rimasto in possesso della famiglia dello scultore, entrò nelle raccolte dell’Accademia attraverso la donazione di Ariodante Casoni Tacca, nipote dell’artista.


Materia: Gesso.
Misure: Altezza 147 cm.
Iscrizioni: Sul cofanetto portagioie - Giov.ni/ Tacca


Cod. di Catalogo nazionale: 0900409859
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.


Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.




Bibliografia di riferimento

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M. De Micheli, G. Lorenzo Mellini, M. Bertozzi, R. Carozzi, Scultura a Carrara. Ottocento, Edizioni Bolis, Bergamo 1993.

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B. Musetti, Carlo Finelli (1782–1853), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2002.

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S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.