Passa al contenuto principale

Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Le Ore danzanti

Realizzate intorno al 1824, Le Ore danzanti costituiscono una delle opere più rappresentative della stagione neoclassica di Carlo Finelli (Carrara, 1782 – Roma, 1853). Il gruppo fu concepito per il conte russo Nikolaj Demidov, importante committente e collezionista internazionale; la versione in marmo è oggi conservata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, mentre il modello in gesso appartiene alle collezioni dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Le tre giovani figure rappresentano le Ore, personificazioni dello scorrere del tempo. La danza diventa così immagine del continuo succedersi delle diverse parti del giorno: il mattino, il mezzogiorno e la sera, ciascuno suggerito attraverso un diverso atteggiamento e una diversa espressione. Alla leggerezza dei gesti e all’intreccio delle braccia si accompagnano le ali, mentre le sottilissime vesti modellano i corpi e accentuano la sensazione di movimento. Una lettura ottocentesca distingueva nelle tre figure il carattere gioioso del mattino, la solennità del mezzogiorno e la malinconia della sera.
È evidente il confronto con Antonio Canova, in particolare con le Danzatrici e le Tre Grazie. Finelli, tuttavia, non si limita a riprenderne i modelli: alla compostezza e all’equilibrio della grazia canoviana contrappone una maggiore vivacità.
Le figure sembrano dialogare tra loro, i corpi si incrociano e il ritmo della composizione nasce dal movimento stesso della danza. La critica ha riconosciuto proprio in questa capacità di partire da Canova per elaborare un linguaggio personale uno degli elementi più significativi dell’opera.
Il gesso conservato all’Accademia di Belle Arti di Carrara possiede inoltre un particolare valore storico. Non si tratta di un calco successivo del marmo dell’Ermitage, ma del modello dell’opera, conservato nelle raccolte dell’istituzione. Finelli stesso lo destinò all’Accademia per disposizione testamentaria e il gruppo vi giunse nel 1854, l’anno successivo alla morte dello scultore. Nel 1880 Carlo Lazzoni lo ricordava già esposto nella “Galleria delle Opere Moderne”.
Le Ore danzanti testimoniano così non soltanto uno dei momenti più alti della produzione di Finelli, ma anche il rapporto tra Carrara e la grande scultura europea dell’Ottocento: dal modello plasmato in gesso alla traduzione nel marmo di Carrara, fino alle grandi collezioni internazionali. Un’opera nata nel clima del Neoclassicismo che, nella vitalità delle figure e nella leggerezza della loro danza, comincia già ad allontanarsi dalla sua più rigorosa immobilità.


Materia: Gesso.
Misure: Altezza 158 cm.


Cod. di Catalogo nazionale: 0900254665
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.


Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.




Bibliografia di riferimento

R. Carozzi, G. Chiapello, “La scuola di Carrara tra Canova e Bartolini”, in M. De Micheli (a cura di), Scultura Marmo Lavoro, catalogo della mostra (Carrara, Massa, Pietrasanta), Vangelista, Milano 1981, pp. 217–268.

M. De Micheli, G. Lorenzo Mellini, M. Bertozzi, R. Carozzi, Scultura a Carrara. Ottocento, Edizioni Bolis, Bergamo 1993.

S. Russo (a cura di), La Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con testi di S. Russo e R. Carozzi, S.E.A., Massa 1996.

I Marmi degli Zar. Gli scultori carraresi all’Ermitage e a Petergòf, catalogo della mostra (Carrara, Accademia di Belle Arti; Massa, Palazzo Ducale, 13 aprile - 23 giugno 1996), mostra a cura di S. Andrósov, catalogo a cura di M. Bertozzi, con testi di S. Andrósov, U. Baldini, M. Bertozzi et al., Charta, Milano 1996.

R. M. Galleni Pellegrini, “Spese sostenute da Pietro Tenerani per il cugino Nicola Marchetti”, in Bollettino dei Musei Comunali di Roma, Associazione Amici dei Musei di Roma, XIII, nuova serie, 1999, estratto, pp. 121–146.

R. M. Galleni Pellegrini, “Nicola Marchetti. Un artista dimenticato”, in Atti e Memorie della Accademia Aruntica di Carrara, vol. VII, 2001, pp. 151–184.

A. V. Laghi, “Carrara, la sua Accademia e il futuro museo dei gessi”, in C. Sisi, S. Condemi (a cura di), Le gipsoteche in Toscana per una prospettiva di censimento nazionale, Atti del Convegno, Pescia, 21 marzo 2001.

A. V. Laghi, “La Pinacoteca didattica dell’Accademia e la sua Galleria delle opere moderne”, in A. V. Laghi (a cura di), La Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Electa, Milano 2002.

B. Musetti, Carlo Finelli (1782–1853), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2002.

G. Zanchetti, Benedetto Cacciatori (1794–1871), Silvana Editoriale, 2004.

A. V. Laghi, G. De Juliis (a cura di), Le gipsoteche delle Accademie Storiche tra Museo, Tutela Didattica e Restauro, Convegno di Studi, Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara 2004.

L. Osvaldini, “I concorsi dell’Accademia dopo la restaurazione”, in L. Passeggia (a cura di), Carrara e il mercato della scultura. Arte, gusto e cultura materiale in Italia, Europa e Stati Uniti tra XVIII e XIX secolo, Federico Motta, Milano 2005.

M. L. Tàrraga Baldò, “Scultori e marmi carraresi nell’arte spagnola del XIX secolo”, in S. Berresford (a cura di), Carrara e il mercato della scultura II, 24 Ore Motta Cultura, Milano 2007, pp. 237–247.

A. V. Laghi, “La sfortuna e il possibile recupero della gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara”, in G. Pozzi, C. Bindi (a cura di), L’Accademia oltre l’Accademia. Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte, Atti del Convegno, Accademia di Belle Arti di Firenze, 14–16 marzo 2007, Firenze 2009.

S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.