
Carlo Chelli
Danzatrice
Realizzata nel 1835, la Danzatrice appartiene alla fase giovanile di Carlo Chelli e agli anni del suo Pensionato a Roma. Il modello in gesso è conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e documenta il confronto dello scultore con la tradizione neoclassica e, in particolare, con l’insegnamento di Carlo Finelli, presso il quale Chelli perfezionò la propria formazione.
La giovane figura è colta nel momento della danza, con il corpo disposto secondo un movimento elegante e controllato. Una gamba sostiene il peso mentre l’altra avanza e si incrocia leggermente, accentuando lo slancio verticale della composizione. Le braccia sollevate accompagnano il gesto e sostengono una ghirlanda di fiori, creando una linea curva che prosegue idealmente il movimento del corpo. L’inclinazione del busto e della testa contribuisce a dare alla figura una sensazione di leggerezza senza comprometterne l’equilibrio. Particolare attenzione è riservata al panneggio, che avvolge la parte inferiore del corpo lasciando scoperto il busto e una delle gambe. Le pieghe seguono e sottolineano il movimento della figura, alternando superfici tese e profonde increspature. Anche i sandali e la decorazione floreale del sostegno laterale partecipano alla ricchezza dell’insieme, contrapponendosi alla superficie più uniforme e idealizzata del corpo. La Danzatrice mostra come Chelli, pur rimanendo all’interno del linguaggio neoclassico, cerchi una rappresentazione meno statica della figura. Il riferimento all’antico non viene utilizzato soltanto come modello formale, ma diventa il punto di partenza per una ricerca sul movimento, sul ritmo e sulla naturalezza del gesto. La danza non è rappresentata attraverso un movimento impetuoso, ma come una successione armonica e misurata di pose.
L’opera si colloca immediatamente dopo l’Aiace del 1833 e il Ganimede del 1834 e costituisce una testimonianza significativa dell’evoluzione dello scultore durante il soggiorno romano. Nella Danzatrice l’idealizzazione accademica si combina infatti con una maggiore libertà compositiva, anticipando quella progressiva apertura verso una sensibilità più naturale che caratterizzerà la successiva produzione di Chelli.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 160 cm.
Iscrizioni: Sulla base - III Saggio/di Carlo Chelli/ Roma 1835 -
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254711
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
