
Bertel Thorvaldsen
Mercurio
Seduto in apparente riposo, Mercurio nasconde la tensione dell’azione che sta per compiere. Bertel Thorvaldsen lo raffigura nel momento di sospensione che precede il gesto decisivo: il dio ha appena smesso di suonare il flauto e attende che Argo, ormai vinto dalla musica, cada nel sonno. La calma della figura è così solo apparente ma contiene già l’esito della vicenda.
Il soggetto proviene dalla mitologia classica. Giove affida a Mercurio il compito di liberare Io, sorvegliata dal gigante dai cento occhi Argo. Per riuscirci, il dio si presenta come un pastore e, suonando il flauto, induce lentamente Argo ad addormentarsi. Thorvaldsen sceglie di rappresentare l’istante immediatamente precedente all’azione: Mercurio ha interrotto il suono, tiene ancora lo strumento tra le mani ed è pronto a impugnare la spada per colpire il guardiano.
La tensione narrativa è affidata quasi interamente alla posa. Il corpo appare rilassato, ma ogni gesto sembra preparare il movimento successivo. Il cappello alato identifica immediatamente il dio, mentre il flauto e la spada raccontano le due parti dell’inganno: la seduzione della musica e la violenza che sta per seguirla. È proprio questo equilibrio tra quiete e azione imminente a rendere l’opera uno degli esempi più efficaci della poetica neoclassica di Thorvaldsen.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 150 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254653
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
