
Antonio Canova
Venere italica
La Venere Italica è una delle più celebri interpretazioni del tema della bellezza femminile realizzate da Antonio Canova. L’opera fu concepita a partire dal 1804 su commissione di Ludovico I di Borbone, re d’Etruria, per sostituire nella Tribuna degli Uffizi la Venere de’ Medici, trasferita in Francia durante le spoliazioni napoleoniche. Canova concluse la prima versione in marmo nel 1812.
La dea è rappresentata in piedi, sorpresa in un gesto di pudore. Le braccia si raccolgono davanti al corpo mentre trattengono un leggero drappo, il capo ruota lateralmente e la figura sembra reagire alla presenza improvvisa di uno spettatore. Canova riprende così l’antico modello della Venus pudica, trasformandolo attraverso una sensibilità più intima e naturale.
La morbidezza del modellato, la delicata torsione del busto e il movimento del panneggio attenuano la solennità del modello classico. La bellezza ideale non appare distante e immobile, ma viva, vulnerabile e consapevole dello sguardo di chi osserva. Nella Venere Italica l’ideale neoclassico raggiunge così uno dei suoi equilibri più raffinati tra perfezione formale, grazia e sentimento.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 162 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254643
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
