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Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Venere e Adone

Realizzato tra il 1789 e il 1794, Venere e Adone è uno dei gruppi mitologici più intensi di Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822). Il gesso conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara documenta la composizione concepita dallo scultore per il marchese Francesco Berio di Salza, destinata a essere tradotta in marmo e divenuta una delle immagini più celebri della poetica canoviana.

Canova sceglie di rappresentare non l’episodio tragico della morte di Adone, ma il momento che immediatamente la precede. Venere, consapevole del pericolo, tenta di trattenere il giovane prima della partenza per la caccia: si stringe a lui, gli accarezza il volto e lo guarda con apprensione. Adone, invece, appare già proiettato verso il proprio destino. La vicinanza dei corpi e l’incrocio degli sguardi trasformano il racconto mitologico in una scena di intimità e di separazione imminente.
La composizione esprime pienamente la concezione neoclassica di Canova. Alla perfezione anatomica delle figure si accompagna una straordinaria naturalezza degli atteggiamenti: i gesti sono misurati, ma carichi di tensione emotiva. Il movimento nasce dal delicato rapporto tra i due corpi, dalle mani di Venere che cercano il contatto e dalla diversa inclinazione delle figure, costruendo un equilibrio nel quale bellezza ideale e sentimento convivono senza mai cedere all’enfasi.
In Venere e Adone il mito diventa così una riflessione sull’amore e sulla perdita. Canova sospende l’azione nell’istante che precede l’inevitabile, affidando alla tenerezza del gesto e alla consapevolezza dello spettatore la dimensione tragica dell’opera. Il gesso dell’Accademia di Carrara, entrato nelle collezioni nel 1883, costituisce una significativa testimonianza della presenza e della fortuna dell’opera canoviana nella cultura artistica della città.


Materia: Gesso.
Misure: Altezza 183 cm.


Cod. di Catalogo nazionale: 0900254637
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.


Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.




Bibliografia di riferimento

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