
Antonio Canova
Maddalena giacente
Ideata negli ultimi anni della sua vita, l’opera affronta nuovamente il tema di Maria Maddalena, già protagonista della celebre Maddalena penitente, trasformandolo però in una composizione di più intensa drammaticità. La santa è rappresentata riversa, con il corpo abbandonato e il capo reclinato all’indietro, in una posa sospesa tra estasi, dolore e sfinimento.
La figura seminuda emerge dal panneggio che avvolge le gambe e si distende sulla base con pieghe profonde e irregolari. Le braccia ricadono prive di tensione ai lati del corpo, mentre i lunghi capelli accompagnano il movimento del busto. Accanto alla spalla compare la croce, attributo della Maddalena e fulcro simbolico della meditazione sulla Passione di Cristo. Alla compostezza tradizionalmente associata al Neoclassicismo Canova sostituisce qui una costruzione fortemente emotiva, nella quale l’abbandono fisico della figura diventa manifestazione del sentimento religioso.
L’opera mostra quanto, negli ultimi anni, il linguaggio di Canova si fosse allontanato dalla sola ricerca della bellezza ideale. Il corpo non assume una posa eroica, ma appare vulnerabile e quasi privo di forze; l’inclinazione estrema del capo, le braccia distese e il movimento inquieto del panneggio accentuano questa impressione. Nella Maddalena giacente la perfezione formale della scultura canoviana si unisce così a una sensibilità più intima e drammatica, anticipando alcuni aspetti della scultura romantica.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 77 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254647
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
