
Antonio Canova
Autoritratto
L’Autoritratto di Antonio Canova conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara è un busto in gesso datato 1812. La scheda ministeriale lo attribuisce direttamente a Canova e lo identifica come copia dell’autoritratto in marmo oggi conservato nel Tempio Canoviano di Possagno.
Canova si rappresenta secondo una concezione volutamente eroica e idealizzata. Il busto nudo, l’allungamento del collo, la testa leggermente sollevata e lo sguardo rivolto verso l’alto trasformano il ritratto individuale in un’immagine quasi senza tempo. La fisionomia dello scultore rimane riconoscibile, ma viene sottoposta a quel processo di idealizzazione proprio del linguaggio neoclassico, avvicinando l’immagine dell’artista ai modelli della ritrattistica antica. La realizzazione dell’autoritratto nacque anche dalle sollecitazioni di Quatremère de Quincy, che invitò Canova a creare una propria effigie. Il modello conobbe una notevole fortuna e fu replicato più volte; versioni in marmo sono documentate a Venezia, Milano, Bergamo e Roma, mentre un modello in gesso è conservato nella Gipsoteca Canoviana di Possagno. L’esemplare di Carrara possiede inoltre una storia particolarmente significativa: secondo il Catalogo Generale dei Beni Culturali fu donato da Antonio D’Este all’Accademia di Belle Arti di Carrara, in seguito alla sua nomina a socio onorario dell’istituzione.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 91,4 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: ND
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
