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Gli Artisti, le Opere


© 2026
Accademia di Belle Arti di Carrara
Soprintendenza A-BAP di Lucca e Massa Carrara

Progetto
Marco Baudinelli, Elmar Giacummo, Miriam Ricci e Carlo Sassetti,
in collaborazione con Arianna Bini e Katiuscia Quinci

Restauri
Augusto Giuffredi, Miriam Ricci, Luana Brocani e Carlo Sassetti

Direttore dei lavori di alletimento
Roberto Del Sarto

Progetto di allestimento via Chiesa, Carrara
Francesca Montinaro

Fotografie
Enrico Amici
Marco Kaserer

Web design
Nicola Lattanzi

Il Progetto Gypsotheca phigital è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Missione 4 Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU - Progetto C.O.M. – City Open Museum - Codice identificativo Intafam 00051

Responsabile del progetto Angelo Capasso
Coordinamento e organizzazione Fabiola Manfredi

Fanciullo con colomba

Realizzato nel 1812, il Cupido fanciullo con colomba appartiene alla produzione giovanile di Demetrio Carusi (Carrara, 1788–1819), formatosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara prima con Angelo Pizzi e successivamente con Lorenzo Bartolini. Proprio Bartolini ebbe un ruolo importante nella sua formazione, incoraggiandolo ad allontanarsi dalla rigida imitazione dell’antico per rivolgersi verso una rappresentazione più naturale e sensibile della figura umana.

La figura di Cupido è qui interpretata nelle sembianze di un giovane nudo, colto in un atteggiamento raccolto e quotidiano. Appoggiato al tronco che sostiene la composizione, il fanciullo abbassa lo sguardo verso la piccola colomba tenuta nella mano. Il soggetto mitologico viene così tradotto in un’immagine intima e delicata, nella quale l’idealizzazione neoclassica si combina con una crescente attenzione alla naturalezza del gesto e dell’espressione. L’opera testimonia la vivacità della scuola di scultura carrarese nei primi decenni dell’Ottocento. Carusi partecipò ai concorsi per il Pensionato artistico a Roma nel 1810 e nel 1813, confrontandosi con artisti della stessa generazione come Pietro Tenerani. La sua promettente carriera fu interrotta dalla morte prematura nel 1819, a soli trentun anni. Il gesso è conservato nelle raccolte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, la cui Gipsoteca comprende circa trecento opere tra modelli, calchi e bassorilievi e conserva diversi lavori di Carusi all’interno dell’importante nucleo degli allievi della scuola carrarese.


Materia: Gesso.
Misure: Altezza 136 cm.


Cod. di Catalogo nazionale: 0900409857
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.


Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.




Bibliografia di riferimento

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M. De Micheli, G. Lorenzo Mellini, M. Bertozzi, R. Carozzi, Scultura a Carrara. Ottocento, Edizioni Bolis, Bergamo 1993.

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I Marmi degli Zar. Gli scultori carraresi all’Ermitage e a Petergòf, catalogo della mostra (Carrara, Accademia di Belle Arti; Massa, Palazzo Ducale, 13 aprile - 23 giugno 1996), mostra a cura di S. Andrósov, catalogo a cura di M. Bertozzi, con testi di S. Andrósov, U. Baldini, M. Bertozzi et al., Charta, Milano 1996.

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B. Musetti, Carlo Finelli (1782–1853), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2002.

G. Zanchetti, Benedetto Cacciatori (1794–1871), Silvana Editoriale, 2004.

A. V. Laghi, G. De Juliis (a cura di), Le gipsoteche delle Accademie Storiche tra Museo, Tutela Didattica e Restauro, Convegno di Studi, Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara 2004.

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S. Grandesso, Bertel Thorvaldsen (1770–1844), con introduzione di F. Mazzocca, Silvana Editoriale, 2010.