
Benedetto Cacciatori
Mercurio
Il Mercurio di Benedetto Cacciatori appartiene alla raccolta storica dell’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è uno degli esempi più significativi della formazione neoclassica dello scultore. Il dio è raffigurato secondo l’iconografia tradizionale, riconoscibile dal petaso alato e dai calzari alati, in una posa salda e monumentale che mette in particolare evidenza lo studio anatomico del corpo maschile.
Il modello in gesso conservato a Carrara è legato alla versione marmorea realizzata da Cacciatori per Porta Venezia a Milano, dove Mercurio, insieme a Minerva, faceva parte dell’apparato scultoreo dell’allora Porta Orientale. Nell’opera il riferimento alla statuaria classica si combina con una marcata ricerca anatomica e con una sensibilità plastica che, secondo la scheda ministeriale, mostra anche richiami alla tradizione rinascimentale e in particolare michelangiolesca.
La figura testimonia così il passaggio da un Neoclassicismo fondato sullo studio dell’antico a una scultura ottocentesca più attenta alla forza fisica e alla presenza monumentale del corpo. Il Mercurio, oggi esposto all’Accademia, costituisce inoltre una testimonianza del rapporto tra la scuola carrarese e i grandi cantieri monumentali italiani dell’Ottocento.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 235 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254668
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
