
Ferdinando Pelliccia
Fauno
Realizzato nel 1830, il Fauno, indicato nelle fonti ottocentesche anche come Fauno in riposo, appartiene alla fase giovanile di Ferdinando Pelliccia e costituisce il primo saggio inviato all’Accademia di Belle Arti di Carrara durante il pensionato romano dello scultore. Pelliccia soggiornò a Roma dal dicembre 1828 al maggio 1832, periodo nel quale realizzò successivamente anche il Ciparisso.
La figura rappresenta un giovane fauno nudo, colto in un atteggiamento di quiete. Il corpo è impostato secondo un elegante contrapposto, con il peso sostenuto prevalentemente da una gamba e il capo leggermente reclinato. L’appoggio laterale contribuisce alla stabilità della composizione e permette allo scultore di sviluppare con particolare attenzione lo studio anatomico della figura maschile. Il soggetto mitologico diventa soprattutto occasione per confrontarsi con il modello della statuaria classica. La proporzione delle membra, la morbidezza del modellato e l’assenza di una forte tensione narrativa riconducono l’opera alla cultura neoclassica nella quale Pelliccia si era formato. Il giovane non presenta infatti l’aspetto animalesco e irruento frequentemente associato al fauno, ma assume le sembianze idealizzate di un adolescente assorto e malinconico. Il Fauno testimonia così il passaggio dalla formazione accademica carrarese all’esperienza romana di Pelliccia, anticipando quella ricerca di equilibrio tra bello ideale, osservazione del naturale ed espressione sentimentale che emerge con maggiore evidenza nel successivo Ciparisso.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 130 cm.
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254707
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
