
Pietro Tenerani
Psiche svenuta
Tra le opere più celebri di Pietro Tenerani (Torano, 1789 – Roma, 1869), Psiche svenuta nasce nei primi anni Venti dell’Ottocento e sviluppa ulteriormente un soggetto già affrontato dallo scultore nella fortunata Psiche abbandonata. Il modello conobbe un notevole successo e fu successivamente tradotto e replicato più volte in marmo.
Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Apuleio. Vittima della gelosia di Venere, Psiche viene inviata negli Inferi per ricevere da Proserpina un vaso che le è stato proibito di aprire. Vinta dalla curiosità, la giovane solleva il coperchio: l’effluvio che ne fuoriesce la fa cadere priva di sensi. Tenerani sceglie proprio questo istante, trasformando lo svenimento in una composizione di grande equilibrio, nella quale l’abbandono del corpo e l’inclinazione del capo introducono una nuova sensibilità sentimentale all’interno della tradizione neoclassica. Il gesso conservato nella Gypsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara entrò nelle collezioni nel 1871, donato da Carlo Tenerani, figlio dell’artista. A differenza dell’originale, la figura è priva delle ali. L’opera testimonia il ruolo centrale di Tenerani nella scultura italiana dell’Ottocento e il profondo legame dell’artista con l’Accademia carrarina, dove si era formato prima del trasferimento a Roma.
Materia: Gesso.
Misure: Altezza 130cm.
Iscrizioni: Sul retro - Opera e dono /di/ P. Tenerani -
Cod. di Catalogo nazionale: 0900254697
Ente schedatore: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
Localizzazione: Accademia di Belle Arti di Carrara.
Condizione Giuridica: Proprietà dello Stato.
